mercoledì 7 settembre 2016

Citazioni / Io prima di te

Ciao lettori dopo il grande successo di "Io prima di te" il romanzo e il film, vorrei condividere con voi alcune delle citazioni che più mi hanno colpita durante la lettura del libro.

Se avete da aggiungerne altre lasciate un commento con la citazione che più vi è piaciuta.



"Qualche volta, Clark, sei praticamente l'unica ragione per cui desidero alzarmi al mattino"


"Si può aiutare veramente solo chi vuole essere aiutato"


"<<E che cosa vuole?>>
<<In che senso?>>
<<Dalla vita>>
Lo guardai, confusa. <<E' difficile rispondere.>>
<<In generale. Non le sto chiedendo di psicanalizzarsi. Sto semplicemente chiedendo che cosa vuole. Sposarsi? Sfornare qualche marmocchio? Aspirare a una carriera? Girare il mondo?>>
Vi fu un lungo silenzio.
Sapevo che la mia risposta lo avrebbe deluso prima ancora di pronunciarla ad alta voce. <<Non so. Non ci ho mai pensato veramente.>>"


"Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene.
Semplicemente vivi."


"<<Non tornerà a camminare, Louisa. Questo succede solo nei film di Hollywood. Noi stiamo soltanto cercando di evitargli sofferenze e di conservare quelle poche possibilità di movimento che gli rimangono.>>"


"<<Mi racconti qualcosa di bello.>>
Esitai un attimo, poi mi appoggiai ai cuscini accanto a lui. Stavamo là, nella penombra, a guardare i fiocchi di neve fugacemente illuminati che sparivano nella notte buia.
<<Sa...Anch'io chiedevo a mio padre di farlo>> dissi dopo qualche istante. <<Ma se le raccontassi che cosa mi rispondeva, penserebbe che ero pazza.>>
<<Più di quanto io non faccia già?>>
<<Quando facevo un brutto sogno o ero triste o spaventata per qualcosa, mi cantava...>> cominciai a ridere. <<Oh...non posso.>>
<<Continui.>>
<<Mi cantava la canzone di Molahonkey.>>
<<La cosa?>>
<<La canzone di Molahonkey. Pensavo che la conoscessero tutti.>>"


"<<Bene, mia madre sostiene che la mia mania per le scarpe strambe risale a quando avevo tre anni. Mi comprò un paio di stivaletti di gomma di un turchese squillante. Erano molto insoliti a quel tempo: tutti gli altri bambini avevano quelli verdi, o tutt' al più rossi se erano fortunati. Mia madre mi racconta che, dal giorno in cui me li diede, mi rifiutai di toglierli. Li portai a letto. nella vasca da bagno, all' asilo, per tutta l' estate. Quegli stivaletti luccicanti erano i miei preferiti insieme alle mie calze bombo.>>
<<Calze bombo?>>
<<A strisce gialle e nere.>>"


"<<Allora, che ne è stato di quei fantastici stivaletti luccicanti?>>
<<Mia madre ha dovuto buttarli via. Mi è venuto un terribile piede d' atleta.>>
<<Splendido>>
<<E ha buttato via anche le calze.>>
<<Perché?>>
<<Non sono mai riuscita a scoprirlo, ma mi ha spezzato il cuore. Non ho più trovato un paio di calze che mi piacessero così tanto. Non le fanno più. O, se le fanno, non sono previste taglie per adulti.>>"



"<<non ha mai amato tanto qualcosa?>>
<<Oh, si>> disse piano. <<Si, certo.>>


"La neve arrivò così all' improvviso che, dopo essere uscita di casa sotto un cielo di un azzurro splendente, neppure mezz' ora dopo mi ritrovai davanti al castello che somigliava a una decorazione sulla torta, circondata da uno spesso strato di glassa bianca."


"Lo avvolsi tra le braccia, il suo profumo nelle narici, la sua pelle calda contro la mia. Non avrei potuto stargli più vicina a meno che non avessi cominciato a mordicchiargli l' orecchio. Il pensiero mi fece sentire leggermente nervosa, e dovetti sforzarmi di mantenere il controllo."


"<<Interessante scelta delle calzature>> disse Will.
Erano verde smeraldo. Le avevo scovate in un mercatino dell' usato. Patrick diceva che mi facevano sembrare una drag queen travestita da gnomo irlandese.
<<Sai, non ti vesti come una persona di queste parti. Non vedo l' ora di scoprire con quale folle mise ti presenterai la prossima volta.>>"



"<<Hai ventisei anni, Clark. Dovresti essere la fuori con il mondo in pugno, e metterti nei guai in qualche bar, a esibire il tuo bizzarro guardaroba di fronte a uomini poco raccomandabili...>>
<<Sono felice qui>> dissi
<<Be', non dovresti.>>"


<<Vedi Clark, se hai intenzione di metterti un abito così devi portarlo con disinvoltura. Devi riempirlo mentalmente, non solo fisicamente.>>
<<Solo a te Will Traynor, può venire in mente di dire a una donna come indossare uno stramaledetto vestito.>>



"Mi tolsi il foulard. Nathan andò  a preparare la borsa di Will. Stavo riflettendo su cosa avrei potuto aggiungere riguardo al suo atteggiamento paternalistico, quando mi voltai e vidi che mi stata ancora osservando. <<Sei uno schianto, Clark.>> disse piano. <<Davvero.>>"


"<<Bene>> dissi slacciandomi la cintura. <<Meglio che entriamo. Ci aspetta la routine serale.>>
<<Aspetta un attimo, Clark.>>
Mi voltai, il viso di Will era in ombra e non riuscivo a vederlo bene.
<<Aspetta. Solo un attimo.>>
<<Stai bene?>> Lo sguardo mi cadde sulla sua sedia, temendo che fosse rimasto impigliato o intrappolato da qualche parte o di aver sbagliato qualcosa.
<<Sto bene. E' solo che...>>
Vedevo il suo colletto bianco che risaltava sulla giacca scura.
<<Non voglio ancora rientrare. Voglio soltanto rimanere un po' qui e non dover pensare a...>> Deglutì.
Perfino nella penombra sembrava tutto faticoso.
<<Semplicemente...desidero essere un uomo che è stato a un concerto con una ragazza con un abito rosso. Solo per qualche istante ancora.>>


"Estrassi il regalo dal pacchetto e mi trovai tra le mani due paia di calze gialle e nere. Taglia per adulti, opache, di una lana così morbida che quasi mi scivolavano fra le dita.
<<Non posso crederci>> dissi, cominciando a ridere. Era qualcosa di gioioso e inaspettato. <<Oh, mio Dio! Ma dove le hai trovate?>>
<<Le ho fatte fare. Ti farà piacere sapere che ho dato istruzioni a chi le ha confezionate grazie al mio nuovissimo software a riconoscimento vocale.>>
<<Calze?>> dissero papà e Patrick all' unisono.
<<Semplicemente le migliori che io abbia mai avuto>>
Mia madre li osservò attentamente. <<Sai, Louisa, sono quasi sicura che tu ne avessi un paio simile quand' eri piccola.>>
Io e Will ci scambiammo un'occhiata.
Non riuscivo a trattenere la mia gioia. <<Le voglio provare subito>> dissi.
<<Oddio, sembrerà l'Ape Maia>> disse mio padre scuotendo il capo."



"<<La mamma dice che è molto simpatico.>>
<<E' molto simpatico, si>>
<<E attraente.>>
<<Non è detto che una lesione al midollo spinale ti trasformi in Quasimodo.>>"


"Non gli diedi scelta. Mi sedetti con cautela in grembo a lui e gli allacciai le braccia intorno al collo per tenermi salda. Will mi guardò negli occhi per un istante, come se stesse pensando se poteva respingermi oppure no. Poi, a sorpresa, dirottò la carrozzella verso la pista, e cominciammo a muoverci descrivendo piccoli cerchi sotto le luci scintillanti delle sfere specchiate."


"Feci l'unica cosa a cui riuscii a pensare. Mi chinai e posai le labbra sulle sue. Lui esitò, solo un momento, poi mi baciò. E soltanto per un attimo dimenticai tutto: le mille ragioni per cui non avrei dovuto, le mie paure, il motivo per cui eravamo là. Lo baciai, perdendomi nel profumo della sua pelle, sentendo i capelli soffici sotto le dita, e quando lui ricambiò il bacio tutto svanì, ed eravamo soltanto io e Will, su un' isola in mezzo al nulla, sotto mille stelle palpitanti."



"E se tu mi ami davvero come dici, Clark, la cosa che mi farebbe felice più di ogni altra sarebbe che tu mi accompagnassi."


"Tu sei più o meno l’unica cosa che mi fa desiderare di svegliarmi."







2 commenti:

  1. Che bella questa idea delle citazioni!! Ho visto il film mercoledì e ne sono rimasta davvero affascinata!
    Amo gli attori protagonisti, quindi non poteva essere altrimenti! :)

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