giovedì 28 luglio 2016

Intervista a Chiara Giacobelli / Un disastro chiamato amore

Ciao lettori oggi faremo due chiacchiere con Chiara Giacobelli, autrice del bellissimo romanzo "Un disastro chiamato amore", ho iniziato la lettura del libro in questi giorni e vi assicuro che è davvero bellissimo, una storia d' amore unica nel suo genere, con personaggi che vi resteranno nel cuore e tanta ma tanta ironia...in poche parole un romanzo che dovete assolutamente leggere.





        1. Che lettrice sei?
Se avessi il tempo che vorrei sarei una lettrice assidua, curiosa, eclettica, con la voglia di approfondire ciò che sta dietro a un libro, a cominciare dall’autore. In realtà, spesso devo leggere testi per lavoro e alcuni giorni passo tante ore al computer, quindi non trovo materialmente il tempo per leggere tutto quello che vorrei. Ad ogni modo mi piace cambiare, passare da un genere a un altro del tutto diverso, seguire i suggerimenti di professionisti e non. Non mi appassionano solamente i gialli, i thriller, gli horror e i libri che mettono paura J 

     2. Come è nata la tua passione per la scrittura?
E’ nata insieme a me. Non mi ricordo un momento preciso, ho sempre scritto sin da bambina ed era un qualcosa che veniva da sé in maniera naturale e spontanea. La scrittura per me non è una passione, è una parte di me stessa, un modo di essere, di interpretare la vita. Di certo non è lavoro, anche se mi mantengo grazie ad essa.

     3. Come è nato “Un disastro chiamato amore” ?

Dall’incrocio di due elementi: la lunga mole di figuracce e gaffe da me collezionate (molte delle quali sono purtroppo rimaste fuori dal testo) e un periodo di stop dovuto a una malattia, durante la quale i medici mi hanno consigliato di scrivere una commedia come terapia del sorriso. In effetti mi sono divertita molto mentre immaginavo e descrivevo scene e personaggi: a volte ridevo da sola come una cretina per ore!


       4. Ci sono stati momenti di difficoltà durante la scrittura di “Un disastro chiamato amore”?
Durante la scrittura no. Ci sono stati accesi dibattiti durante l’editing prima con la mia agenzia e poi con la casa editrice, ma a posteriori sono state entrambe esperienze utili che mi hanno fatto crescere e hanno reso il romanzo migliore, nonostante io non abbia ceduto nei punti per me fondamentali.

     5. Parlaci un po dei personaggi del tuo romanzo
Mi piacerebbe che i lettori possano scoprirli a poco a poco durante la lettura, perché nessuno dei personaggi è semplice né tantomeno stereotipato come gran parte di quelli prodotti dall’editoria italiana. Diciamo che in comune hanno una cosa: si discostano tutti da ciò che siete abituati a leggere. E con questo vi lascio alla curiosità di conoscerli a poco a poco… nulla è come sembra.


    6. Un disastro chiamato amore” è ambientato tra Parigi e l’Italia nel Golfo dei Poeti, come mai hai scelto quest’ ambientazione? C’è qualcosa che ti lega a questi posti?
Un amore profondo per entrambi, nato a pelle e confermato ogni volta che mi sono trovata a riviverli da adulta. Mentre il Golfo dei Poeti ha una storia incantevole e ormai lo conosco abbastanza bene grazie alle tante ricerche fatte (ma non per questo ho meno voglia di tornarci), Parigi è ancora un sogno che mi piacerebbe approfondire per qualche mese, pur avendola già visitata tante volte. Purtroppo la situazione in Francia in questo momento non è delle migliori…

    Parlaci del giorno in cui sei stata contattata dalla casa editrice e del giorno in cui il tuo libro è stato pubblicato.
In realtà si è occupata di tutto la mia agente, che è un vero mito. Abbiamo ricevuto diverse proposte di pubblicazione per il romanzo e alla fine lei ha scelto per me; io mi fido ciecamente e quindi sono contenta delle sue decisioni. Averlo in mano per la prima volta è stato molto emozionante, perché era un sogno che avevo da tutta la vita. Non è andata proprio come mi aspettavo per tanti versi, ma la vita è così: mai come te la programmi. Ora speriamo che le vendite vadano bene!



    8. Cosa ti ha lasciato questo libro oltre la soddisfazione di vederlo pubblicato?
La consapevolezza che la scrittura è la mia ancora di salvezza, sempre.
   
     9. Hai altri progetti per il futuro?
Te ne potrei elencare una lista infinita, sono la donna dalle mille idee. A novembre uscirà “101 cose da fare in Veneto almeno una volta nella vita” edito da Newton Compton editori e in estate verrà pubblicato il tascabile di “Forse non tutti sanno che nelle Marche…”, il mio nono libro che ha avuto grande successo. Per il 2017 ho un progetto molto ambizioso legato a una figura storica femminile, ma per scaramanzia preferisco non parlarne ancora.

    10. Che messaggio vuoi dare ai lettori attraverso il tuo libro?
Quello per cui l’ironia è il sale della vita e a volte ci vuole leggerezza per passare attraverso le fiamme dell’inferno. Inoltre amo molto il personaggio maschile, perché è un modello positivo controtendenza che vorrei insegnasse qualcosa agli uomini di oggi.

    11.  Perché leggere “Un disastro chiamato amore”?
Perché è divertente, perché la risata ci fa diventare più belli, perché non è banale, perché spero vi piacerà e perché è importante sostenere l’editoria italiana, specie se fatta da giovani autrici.


Francese con un lavoro a Parigi e un appartamentino a Montmartre, Vivienne Vuloir è una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie.
A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip”, ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile.
Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre.
Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere.
Tra gaffe, tentativi maldestri di carpire i segreti della famiglia Lennyster, amori e altre catastrofi, Vivienne, inguaribile pessimista, capirà che la vita le sta per riservare una sorpresa inaspettata.

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