domenica 1 maggio 2016

le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie e al di là dello specchio / Citazioni

"Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v'erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure?"


"Adesso era alta soltanto dieci pollici; e il suo viso s'illuminò al pensiero che adesso era della misura giusta per passare dalla porticina che dava in quell' incantevole giardino."


"Subito dopo l'occhio cadde su una scatoletta di vetro che era sotto al tavolo; l'aprì e ci trovò una piccolissima torta sulla quale la parola <<MANGIAMI>> era magnificamente composta con uva sultanina. - Ebbene, la mangerò, - disse Alice, - e se mi fa aumentare, raggiungerà la chiave; e se mi fa diminuire, m'infilerò sotto la porta. E dunque o così o cosà entrerò nel giardino, e accada quel che accada!"


"È sempre l'ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze."


"Era il Coniglio Bianco, che lentamente tornava trotterellando sui suoi passi scrutando ansiosamente all'intorno, come se avesse perso qualcosa. Lo udì borbottare fra sé:<<La Duchessa! La Duchessa! Oh povere le mie zampe! Oh povera la mia pelliccia, E poveri baffi miei! Mi farà giustiziare, com'è vero che i furetti sono furetti! ma dove mi saranno cascati, mi domando e dico?>> Alice subito indovinò che stava cercando il ventaglio e i guanti di capretto bianchi."


"Quando leggevo le fiabe, pensavo che quel tipo di cose non accadessero mai, e adesso, eccomi qui, mi ci trovo nel bel mezzo! Si dovrebbe scrivere un libro su di me, si dovrebbe sì."


«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be', non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»


«Prendi più tè.»
«Non ne ho ancora preso niente, non posso prenderne di più.»
«Vuoi dire non puoi prenderne di meno. È facile prendere più di niente.»


«Non capisco cosa vuoi dire a proposito della 'tua' strada,» disse la Regina: «qui tutte le strade sono MIE.»

"Si alzò sulla punta dei piedi e sbirciò sopra l'orlo del fungo: subito i suoi occhi incontrarono quelli di un grosso bruco azzurro, che con le braccia conserte se ne stava seduto al centro del cappello, tranquillamente intento a fumare un lungo narghilè, senza prestare la minima attenzione nè a lei né ad altro."


"- Un lato ti farà diventare più alta, l'altro lato più piccina.
<<Un lato di cosa? L'altro lato di che?>> pensò Alice.
- Del fungo, - disse il Bruco."


"- Non c'è posto! Non c'è posto! - gridarono quando videro avvicinarsi Alice. - C'è un mucchio di posto! - disse Alice indignata e si sedette in una grande poltrona a un capo della tavola."


"Una grande pianta di rose stava presso l'entrata del giardino; le rose che vi sbocciavano erano bianche, ma tre giardinieri si affaccendavano tutt' intorno a dipingerle di rosso."


"Ogni cosa ha la sua morale, purchè tu la trovi."


Alice:<<Per quanto tempo è per sempre?>>
Bianconiglio:<<A volte solo un secondo>>.


“Qui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche parte devi correre almeno il doppio.” 


"Prendi più tè.”
“Non ne ho ancora preso niente, non posso prenderne di più.”
“Vuoi dire non puoi prenderne di meno. È facile prendere più di niente.”
 (Alice e la Lepre Marzolina)"


“Vorresti dirmi di grazia quale strada prendere per uscire di qui?”, disse Alice
“Dipende soprattutto da dove vuoi andare”, disse il gatto.
“Non m’importa molto”, disse Alice. 
“Allora non importa che strada prendi” disse il gatto.
“Purchè arrivi in qualche posto”, aggiunse Alice a mò di spiegazione. 
“Ah per questo stai pure tranquilla – disse il gatto – basta che non ti fermi prima.”


 “Allora dovresti dire quello a cui credi”, riprese la Lepre Marzolina.
“È quello che faccio”, rispose subito Alice; “almeno credo a quello che dico, che poi è la stessa cosa.”
“Non è affatto la stessa cosa!”, disse il Cappellaio. “Scusa, è come se tu dicessi che vedo quello che mangio è la stessa cosa di mangio quello che vedo!”


"Tagliategli la testa"







1 commento:

  1. Ciao! E' bellissimo questo post di citazioni *_*
    Ora ne ricopio un paio nella mia agendina, adoro scrivere le frasi che mi colpiscono di più.
    Sai che per adesso è in corso il Blog Tour -Nel Mondo di Alice-?
    Se ti va, sei ancora in tempo ad iscriverti, è associato un bel giveaway con dei libri che sono sicura ti piaceranno =)
    Ti lascio il link: http://palledinevedico.blogspot.it/2016/04/nel-mondo-di-alice-apertura-blogtour.html
    Io partecipo col mio blog Libera tra i Libri.
    Un salutone
    Leryn

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